Tribunale di Roma SENTENZA 819/2026 sezione Fallimentare: nuova sentenza sulla liquidazione controllata familiare. Relazione predisposta dall’Avv. Sarah Berducci. Ammessa la domanda congiunta di due fratelli conviventi
Il Tribunale di Roma apre una procedura di liquidazione controllata familiare ex art. 66 CCII
Il Tribunale di Roma – Sezione Fallimentare, con una sentenza pubblicata il 27 luglio 2026,
ha disposto l’apertura di una procedura di liquidazione controllata in favore di due fratelli conviventi, confermando un principio destinato ad avere particolare rilievo nell’applicazione del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII).
Per ragioni di tutela della privacy non riportiamo i nominativi delle persone coinvolte.
La decisione affronta numerose questioni di interesse pratico per professionisti, Organismi di Composizione della Crisi (OCC) e debitori sovraindebitati, tra cui:
- domanda congiunta dei familiari;
- requisiti della liquidazione controllata;
- ruolo della relazione del Gestore della crisi;
- effetti della ludopatia sulla procedura;
- acquisizione dei redditi futuri;
- formazione del passivo;
- crediti iscritti a ruolo.
La relazione prevista dal Codice della Crisi è stata predisposta dall’Avv. Sarah Berducci, Gestore della crisi presso OCC e professionista di AvvocatiRoma.net, che ha svolto l’attività istruttoria posta alla base dell’apertura della procedura.
La domanda congiunta dei familiari è ammissibile
Uno degli aspetti più interessanti della pronuncia riguarda l’applicazione dell’art. 66 CCII.
Il Tribunale ha confermato che due fratelli conviventi possono presentare un’unica domanda di liquidazione controllata, purché ricorrano i presupposti previsti dalla legge.
La convivenza costituisce infatti uno dei requisiti alternativi richiesti dal legislatore per accedere alla procedura familiare.
Il Collegio precisa inoltre che, nonostante la domanda sia unitaria, le masse attive e passive restano distinte, evitando qualsiasi confusione patrimoniale tra i due debitori.
Il Tribunale conferma i presupposti della liquidazione controllata
La sentenza ribadisce alcuni principi ormai consolidati.
Per ottenere l’apertura della liquidazione controllata è necessario dimostrare:
- lo stato di sovraindebitamento;
- l’impossibilità strutturale di adempiere ai propri debiti;
- la presenza di un attivo, anche futuro, distribuibile ai creditori;
- la relazione positiva del Gestore della crisi.
Nel caso esaminato il Tribunale ha ritenuto che tali presupposti fossero pienamente soddisfatti, disponendo l’apertura della procedura.
Centrale il ruolo del Gestore della crisi
Uno degli aspetti più significativi della decisione riguarda proprio la relazione predisposta dal Gestore della crisi.
L’attività istruttoria ha riguardato:
- ricostruzione completa della situazione economica;
- analisi dei debiti;
- verifica dei redditi;
- controlli patrimoniali;
- acquisizione della documentazione;
- attestazione della possibilità di realizzare un attivo da destinare ai creditori.
La completezza della relazione ha consentito al Tribunale di verificare la sussistenza dei requisiti richiesti dall’art. 268 CCII per l’apertura della procedura.
La ludopatia non impedisce l’apertura della liquidazione controllata
La sentenza affronta anche un tema molto delicato.
Uno dei due debitori presentava infatti una situazione di sovraindebitamento in parte riconducibile ad una documentata dipendenza dal gioco.
Il Tribunale chiarisce però che tale circostanza non impedisce l’apertura della liquidazione controllata.
La valutazione sulla cosiddetta “meritevolezza” non costituisce infatti un presupposto per l’accesso alla procedura liquidatoria, potendo eventualmente assumere rilievo soltanto nella successiva fase dell’eventuale esdebitazione.
Tutti i beni possono entrare nella procedura
Il provvedimento ribadisce la natura concorsuale della liquidazione controllata.
Entrano nella procedura:
- patrimonio esistente;
- quote di reddito eccedenti il minimo necessario al mantenimento;
- eventuale TFR;
- beni sopravvenuti durante la procedura.
Il Tribunale richiama inoltre il compito del liquidatore di predisporre il programma di liquidazione individuando le migliori modalità di realizzo dei beni.
Importanti chiarimenti sui crediti dell’Agenzia delle Entrate Riscossione
Molto interessante anche il passaggio dedicato ai crediti iscritti a ruolo.
La sentenza ricorda che:
- ADER opera come soggetto incaricato della riscossione;
- il vero creditore rimane l’ente titolare del credito;
- privilegi e natura dei crediti devono essere verificati singolarmente;
- interessi, aggio e oneri di riscossione non sono automaticamente ammessi al passivo.
Si tratta di principi particolarmente rilevanti nelle procedure di sovraindebitamento, dove gran parte dell’esposizione debitoria deriva proprio da cartelle esattoriali.
Una decisione destinata a diventare un importante precedente
La pronuncia del Tribunale di Roma rappresenta un’interessante applicazione delle modifiche introdotte dal Correttivo Ter al Codice della Crisi.
In particolare conferma che:
- la procedura familiare può essere utilizzata anche nella liquidazione controllata;
- la convivenza costituisce requisito sufficiente per la domanda congiunta;
- la relazione del Gestore della crisi assume un ruolo decisivo nell’istruttoria;
- la presenza di situazioni personali particolarmente complesse, come la ludopatia, non impedisce automaticamente l’accesso agli strumenti di composizione della crisi.
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Il ruolo dell’Avv. Sarah Berducci quale Gestore della crisi
Nel procedimento la relazione prevista dal Codice della Crisi è stata predisposta dall’Avv. Sarah Berducci, Gestore della crisi da sovraindebitamento, iscritta presso l’Organismo di Composizione della Crisi e professionista di AvvocatiRoma.net.
L’attività del Gestore ha riguardato l’intera istruttoria preliminare della procedura, con la verifica della documentazione, la ricostruzione della situazione economico-patrimoniale dei debitori e l’attestazione dei presupposti richiesti dalla normativa per l’apertura della liquidazione controllata.
Perché la ludopatia non esclude l’accesso alle procedure di sovraindebitamento
Uno degli aspetti più interessanti affrontati dalla sentenza del Tribunale di Roma n. 819/2026 riguarda il rapporto tra ludopatia, meritevolezza del debitore e accesso alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento.
Per molto tempo si è ritenuto che chi avesse contratto debiti a causa del gioco d’azzardo non potesse beneficiare degli strumenti previsti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. La giurisprudenza più recente, invece, dimostra un approccio diverso e più aderente alla realtà.
Il giudice, infatti, non si limita a verificare l’origine dei debiti, ma valuta l’intera situazione personale del debitore: le cause della crisi, il comportamento successivo, l’eventuale percorso terapeutico intrapreso e la concreta possibilità di offrire ai creditori la migliore soddisfazione consentita dalla situazione patrimoniale.
La ludopatia, riconosciuta anche dal punto di vista sanitario come una forma di dipendenza patologica, non comporta automaticamente l’esclusione dall’accesso alle procedure di sovraindebitamento. Al contrario, può rappresentare uno degli elementi da valutare per comprendere le reali cause dell’insolvenza.
Quali elementi valuta il Tribunale
Nelle procedure di sovraindebitamento il Tribunale analizza numerosi aspetti prima di ammettere il debitore.
Tra gli elementi normalmente presi in considerazione vi sono:
- la reale origine dell’indebitamento;
- la presenza di una documentata dipendenza dal gioco;
- il comportamento del debitore dopo l’insorgenza della crisi;
- l’assenza di atti in frode ai creditori;
- la collaborazione con il Gestore della crisi e con il Tribunale;
- la sostenibilità della proposta presentata.
Non è quindi sufficiente affermare che i debiti derivano dalla ludopatia. Occorre dimostrare, attraverso la documentazione medica e l’intera ricostruzione della vicenda personale, che la situazione di insolvenza è effettivamente collegata alla patologia e che il debitore sta affrontando la crisi con trasparenza e correttezza.
La documentazione che può essere utile
Nella pratica professionale, la documentazione assume un ruolo determinante.
A titolo esemplificativo possono risultare rilevanti:
- certificazioni del SerD o di altre strutture sanitarie;
- relazioni psicologiche o psichiatriche;
- documentazione attestante eventuali percorsi terapeutici;
- estratti conto e documentazione bancaria che consentano di ricostruire i flussi finanziari;
- contratti di finanziamento;
- eventuali segnalazioni o provvedimenti collegati alla situazione debitoria.
Naturalmente ogni procedura presenta caratteristiche differenti e la documentazione necessaria deve essere valutata caso per caso.
Una giurisprudenza sempre più favorevole
Negli ultimi anni numerosi Tribunali hanno mostrato una crescente attenzione verso le situazioni di sovraindebitamento determinate da dipendenze patologiche.
L’orientamento non consiste nel “premiare” chi ha contratto debiti per il gioco, ma nel distinguere tra comportamenti fraudolenti e situazioni di reale fragilità personale.
Quando emerge un percorso serio di recupero, accompagnato dalla massima trasparenza nei confronti dell’Organismo di Composizione della Crisi e del Tribunale, le procedure previste dal Codice della crisi possono rappresentare uno strumento concreto per consentire al debitore di ripartire e, allo stesso tempo, garantire ai creditori la migliore soddisfazione possibile.
La sentenza del Tribunale di Roma si inserisce proprio in questo orientamento giurisprudenziale, confermando un approccio basato sulla valutazione concreta della singola vicenda e non su automatismi.
Cosa significa per chi ha debiti causati dal gioco
Chi si trova in una situazione di grave indebitamento dovuta alla ludopatia non deve ritenere automaticamente precluso l’accesso agli strumenti previsti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.
Ogni posizione richiede una valutazione approfondita della documentazione, delle cause dell’indebitamento e della concreta procedura applicabile, che può variare in funzione della qualità del debitore, del patrimonio disponibile e della capacità reddituale.
Per questo motivo è fondamentale analizzare tempestivamente la propria situazione con un professionista esperto in materia di sovraindebitamento, evitando di aggravare ulteriormente la posizione con nuovi finanziamenti o ulteriori esposizioni debitorie.
Le più recenti decisioni dei Tribunali dimostrano infatti che, anche nelle ipotesi di debiti collegati alla ludopatia, il sistema offre strumenti giuridici idonei a gestire la crisi nel rispetto della legge e degli interessi dei creditori, purché ricorrano i presupposti previsti dal Codice della crisi.
La posizione del Tribunale di Roma e quella del Tribunale di Firenze
La sentenza del Tribunale di Roma n. 819/2026 si inserisce in un orientamento giurisprudenziale che guarda con sempre maggiore attenzione alle concrete cause del sovraindebitamento, evitando automatismi che potrebbero precludere l’accesso alle procedure previste dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.
Un’impostazione analoga emerge anche da altre recenti decisioni. Particolare rilievo ha assunto il provvedimento del Tribunale di Firenze che ha omologato un concordato minore riguardante l’attore Massimo Ceccherini, vicenda nella quale è stato evidenziato come la grave situazione debitoria fosse strettamente connessa a una documentata dipendenza dal gioco d’azzardo.
Al di là della notorietà della persona coinvolta, ciò che assume rilievo giuridico è il principio confermato dai Tribunali: la presenza di una ludopatia non determina automaticamente l’esclusione dalle procedure di sovraindebitamento. Il giudice è chiamato, invece, a valutare la situazione nel suo complesso, verificando le cause dell’indebitamento, il comportamento del debitore, l’assenza di atti in frode ai creditori, la documentazione sanitaria eventualmente prodotta e la concreta fattibilità della procedura proposta.
Non esiste, quindi, un diritto automatico all’esdebitazione o al concordato minore per chi abbia contratto debiti a causa del gioco d’azzardo. Allo stesso tempo, non esiste neppure una preclusione assoluta. La valutazione resta individuale e si fonda sulle circostanze del singolo caso, secondo i principi del Codice della crisi e dell’elaborazione giurisprudenziale più recente.
Le pronunce dei Tribunali di Roma e di Firenze confermano una linea interpretativa sempre più orientata a distinguere tra il semplice ricorso al gioco e le situazioni di effettiva dipendenza patologica, documentata e rilevante sotto il profilo sanitario. Quando il debitore dimostra di aver affrontato la propria condizione con trasparenza e di possedere i requisiti previsti dalla legge, la ludopatia non rappresenta, di per sé, un ostacolo insuperabile all’accesso agli strumenti di regolazione della crisi da sovraindebitamento.
Conclusioni
Questa sentenza costituisce un importante precedente in materia di liquidazione controllata, procedure familiari e sovraindebitamento, offrendo indicazioni operative sia ai professionisti che assistono i debitori sia agli Organismi di Composizione della Crisi.
Conferma inoltre il ruolo centrale della relazione del Gestore quale elemento essenziale per consentire al Tribunale di verificare l’effettiva sussistenza dei presupposti richiesti dal Codice della Crisi e dell’Insolvenza.
Le situazioni che coinvolgono accertamenti fiscali e debiti multipli richiedono spesso un’analisi complessiva della posizione economica.
Presso lo Studio l’Avv. Sarah Berducci è specializzato nelle procedure di sovraindebitamento e negli strumenti previsti dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, con esperienza anche come Gestore della Crisi.
L’Avv. Silvia Lucarelli è specializzato nel diritto penale e si occupa della valutazione delle eventuali implicazioni che possono emergere nei rapporti con l’amministrazione finanziaria e nelle situazioni di crisi economica.
Una verifica preliminare della documentazione può consentire di individuare possibili strategie di tutela e gestione della posizione fiscale.
Domande frequenti
Chi ha contratto debiti per ludopatia può accedere alle procedure di sovraindebitamento?
Sì, la presenza di una dipendenza dal gioco d’azzardo non esclude automaticamente l’accesso alle procedure di sovraindebitamento. Il Tribunale valuta caso per caso le cause della crisi, il comportamento del debitore, la documentazione sanitaria e la sussistenza dei requisiti previsti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.
La ludopatia impedisce di ottenere l’esdebitazione?
No. La ludopatia non costituisce, di per sé, una causa ostativa all’esdebitazione. Il giudice verifica la meritevolezza del debitore e l’assenza di comportamenti fraudolenti o di atti in danno dei creditori.
Quali documenti servono per dimostrare la ludopatia?
Possono essere utili le certificazioni rilasciate dal SerD, le relazioni di specialisti, la documentazione relativa ai percorsi terapeutici e tutti gli elementi che consentano di ricostruire le cause dell’indebitamento e il percorso di recupero del debitore.
Chi ha debiti derivanti dal gioco d’azzardo può presentare un concordato minore?
Dipende dalla situazione concreta. Se ricorrono i presupposti previsti dal Codice della crisi, anche una persona con debiti riconducibili alla ludopatia può valutare, insieme al proprio professionista, l’accesso al concordato minore o ad altre procedure di sovraindebitamento.
La sentenza del Tribunale di Roma n. 819/2026 crea un precedente?
Nel sistema italiano le sentenze dei Tribunali non sono formalmente vincolanti come nei sistemi di common law. Tuttavia, rappresentano un importante orientamento interpretativo e confermano una giurisprudenza sempre più attenta alla valutazione concreta delle cause del sovraindebitamento.
I debiti causati dal gioco d’azzardo possono essere cancellati?
Non esiste una cancellazione automatica dei debiti. Tuttavia, attraverso gli strumenti previsti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, il debitore che possiede i requisiti richiesti dalla legge può ottenere una regolazione della propria esposizione debitoria e, nei casi previsti, l’esdebitazione.
Le informazioni contenute nel presente articolo hanno finalità esclusivamente informative e divulgative e non costituiscono consulenza legale. Ogni situazione presenta caratteristiche specifiche che richiedono una valutazione professionale basata sulla documentazione e sulle circostanze concrete del singolo caso.
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