La tutela del cittadino contro l’inerzia della PA
L’inerzia della Pubblica Amministrazione costituisce una delle principali criticità del sistema amministrativo italiano.
Quando la PA non risponde alle istanze del cittadino o dell’impresa, si genera una situazione di incertezza giuridica che lede non solo l’interesse individuale al buon esito della richiesta, ma anche il principio costituzionale di buon andamento e imparzialità sancito dall’art. 97 della Costituzione.
Per contrastare questo fenomeno, l’ordinamento ha predisposto uno specifico strumento di tutela: il ricorso avverso il silenzio della Pubblica Amministrazione. Si tratta di un rimedio giurisdizionale che consente al cittadino di ottenere una pronuncia giudiziale volta a far accertare e dichiarare l’illegittimità dell’inerzia dell’Amministrazione e a ordinarne la conclusione del procedimento.
- Il silenzio della Pubblica Amministrazione: definizione e natura giuridica
Il silenzio amministrativo si verifica quando la Pubblica Amministrazione non adotta alcun provvedimento entro il termine stabilito dalla legge o dai regolamenti interni.
Non sempre, però, l’inerzia ha lo stesso valore giuridico: la legge distingue diverse ipotesi, ognuna con effetti differenti per il cittadino.
- a) Silenzio-assenso
Il silenzio-assenso è la forma più favorevole per il privato. In base a questa figura, la mancata risposta dell’amministrazione equivale a un accoglimento implicito dell’istanza.
È una tecnica di semplificazione introdotta per evitare che il ritardo della PA paralizzi l’iniziativa dei cittadini o delle imprese, soprattutto nei procedimenti autorizzativi o edilizi.
- b) Silenzio-rigetto (o silenzio-rifiuto)
Diversa è la figura del silenzio-rigetto, che si configura quando la legge attribuisce alla mancata risposta il valore di diniego tacito.
In tal caso, il silenzio si considera come un provvedimento negativo, impugnabile davanti al giudice amministrativo o tributario.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21132 del 19 luglio 2023 (Sez. V), ha precisato che tale istituto ha natura sussidiaria e residuale: può essere utilizzato solo in assenza di un provvedimento espresso e non può sostituirsi ai rimedi ordinari quando l’Amministrazione abbia già adottato un atto formale.
- c) Silenzio-inadempimento
Infine, il silenzio-inadempimento si configura quando la PA rimane inattiva pur essendo tenuta a concludere il procedimento con un provvedimento espresso.
È questa l’ipotesi tipica in cui il cittadino può proporre ricorso al TAR per l’accertamento dell’obbligo di provvedere.
La giurisprudenza amministrativa ha costantemente ribadito che il silenzio-inadempimento viola l’obbligo di conclusione del procedimento previsto dall’art. 2 della legge n. 241/1990, e rappresenta un comportamento illegittimo sanzionabile dal giudice.
- Il ricorso contro il silenzio: funzione e limiti
Il ricorso avverso il silenzio non ha lo scopo di ottenere un provvedimento favorevole nel merito, ma di costringere la PA a pronunciarsi.
Il giudice amministrativo, accertata l’illegittimità dell’inerzia, ordina all’amministrazione di provvedere entro un termine determinato, che di regola non supera i trenta giorni.
Si tratta, quindi, di una tutela volta a garantire l’efficienza e la trasparenza dell’azione amministrativa, piuttosto che a sostituire la valutazione discrezionale dell’ente pubblico.
Come chiarito dalla Cassazione (Sez. V, sentenza n. 21132/2023), il ricorso per silenzio-rifiuto non può essere utilizzato in modo strumentale o anticipato.
Esso è ammissibile solo quando:
- l’Amministrazione non ha adottato alcun provvedimento;
- il termine legale per la conclusione del procedimento è spirato;
- non sussiste un rimedio alternativo di tutela giurisdizionale.
- L’onere della prova e la valutazione del giudice
Nel giudizio contro il silenzio, spetta al privato dimostrare la fondatezza dell’istanza originaria.
Questo principio è stato ribadito dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 42 del 22 marzo 2023, in tema di sanatoria edilizia: il giudice deve verificare se il cittadino abbia fornito “prova piena della doppia conformità” dell’opera, e solo in presenza di tale dimostrazione può ordinare alla PA di pronunciarsi in senso favorevole.
In tal senso, la Corte ha evidenziato che il ricorso per silenzio non può essere utilizzato come strumento surrogatorio di un’azione di merito: il giudice non sostituisce la decisione della PA, ma ne accerta il dovere di concludere il procedimento in tempi certi e trasparenti.
- I termini per la formazione e l’impugnazione del silenzio
Un profilo essenziale riguarda i tempi di formazione del silenzio e i termini per proporre ricorso.
- a) Quando si forma il silenzio
In materia amministrativa generale, il termine ordinario di conclusione del procedimento è di 30 giorni, salvo diversa previsione di legge o regolamento.
Nel settore tributario, il silenzio-rifiuto si forma dopo 90 giorni dalla presentazione dell’istanza.
Lo ha ribadito la Cassazione civile, Sez. V, n. 17252 del 15 giugno 2023 e, in precedenza, la sentenza n. 8344 del 29 aprile 2020.
- b) Termini di impugnazione
Se la PA emette un provvedimento espresso di diniego, il termine per impugnarlo è di 60 giorni dalla notifica (art. 21, comma 1, del D.Lgs. 546/1992).
[Cass. Civ., Sez. 5, n. 37016 del 16 dicembre 2022]
Se invece il cittadino intende agire contro il silenzio-rifiuto, non vi è un termine decadenziale breve: il ricorso è esperibile entro il termine ordinario di prescrizione decennale, ai sensi dell’art. 2946 c.c.
[Cass. Civ., Sez. 6, n. 30083 del 26 ottobre 2021]
- Il diniego espresso successivo alla formazione del silenzio
Può accadere che, dopo la formazione del silenzio, la PA adotti un provvedimento espresso di rigetto.
In questo caso, la Cassazione (Sez. V, sentenza n. 20837 del 18 luglio 2023) ha chiarito che il nuovo atto riapre un autonomo termine di 60 giorni per l’impugnazione.
Di conseguenza, il ricorso proposto contro il silenzio successivamente all’emissione del provvedimento espresso diventa inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché la posizione del cittadino è ormai regolata da un atto formale.
- Indennizzo per il mero ritardo della Pubblica Amministrazione
Oltre alla tutela giurisdizionale, il cittadino dispone di un strumento risarcitorio di natura amministrativa: l’indennizzo per il mero ritardo.
L’art. 28 del D.L. 69/2013 (cd. “Decreto del Fare”) prevede che, in caso di mancato rispetto dei termini procedimentali, spetti al privato un indennizzo di 30 euro per ogni giorno di ritardo, fino a un massimo di 2.000 euro.
Tale diritto può essere esercitato solo se il cittadino, entro 20 giorni dalla scadenza del termine di conclusione del procedimento, attiva il potere sostitutivo previsto dall’art. 2, comma 9-bis, della legge n. 241/1990.
Si tratta, dunque, di una forma di tutela rapida e deflattiva, volta a responsabilizzare le amministrazioni e a evitare l’abuso del contenzioso.
- Il valore costituzionale del tempo e della certezza giuridica
Negli ultimi anni, la Corte Costituzionale e la Corte di Cassazione hanno posto al centro del dibattito il valore del tempo come elemento strutturale del diritto amministrativo.
La durata dei procedimenti, infatti, non è un dettaglio organizzativo, ma un indice di qualità dell’azione pubblica e di rispetto della fiducia dei cittadini.
Come sottolineato dalla Cassazione nella sentenza n. 37016 del 16 dicembre 2022, la certezza dei tempi di risposta costituisce parte integrante del diritto alla buona amministrazione, principio che trova fondamento non solo nell’art. 97 della Costituzione, ma anche nell’art. 41 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea.
- Conclusioni: il ricorso contro il silenzio come strumento di garanzia democratica
Il ricorso avverso il silenzio della Pubblica Amministrazione non è soltanto un rimedio tecnico, ma un presidio di legalità e di fiducia.
Esso garantisce al cittadino la possibilità di ottenere una risposta, riaffermando il principio che la Pubblica Amministrazione non può rimanere inerte di fronte a una domanda legittima.
Il rispetto dei termini, la trasparenza dei procedimenti e la responsabilità per l’inerzia non sono meri adempimenti formali, ma rappresentano la concreta attuazione del principio costituzionale di buon andamento.
Per approfondire le tematiche relative al ricorso avverso il silenzio della PA, e conoscere altri strumenti di tutela amministrativa e tributaria, è possibile visitare le pagine dedicate sul sito dello Studio Legale Avvocati Roma:
- Contatti e consulenza
- Ultime sentenze sulla liquidazione controllata
- Chi siamo
Non lasciare che l’inerzia della Pubblica Amministrazione pregiudichi i tuoi diritti: informati, verifica i tuoi termini e scegli la tutela giuridica più adeguata.
Avv. Sarah Berducci
❓“Molti cittadini stranieri cercano su Google come comportarsi quando la Pubblica Amministrazione non risponde alle loro richieste: permesso di soggiorno, cittadinanza, appuntamenti in Prefettura o decreto flussi. In questa sezione rispondiamo alle domande più frequenti con un linguaggio semplice e chiaro.”
1. PERMESSO DI SOGGIORNO – RITARDI QUESTURA / SILENZIO PA
Q1 – “È configurabile il silenzio-inadempimento della Questura quando la domanda di rinnovo del permesso di soggiorno non viene definita entro i termini della L. 241/1990?”
Risposta:
Sì. Il mancato rilascio o rinnovo del permesso oltre i termini previsti dalla L. 241/1990 integra silenzio-inadempimento, perché la Questura ha l’obbligo di concludere il procedimento con un provvedimento espresso. L’inerzia è giuridicamente rilevante e può essere contestata tramite ricorso al TAR per ottenere l’ordine di provvedere.
Seguici per avere informazioni su: silenzio Questura, ritardo rinnovo permesso soggiorno, silenzio-inadempimento permesso.
Q2 – “Quali rimedi giurisdizionali ha lo straniero se la Questura rimane inerte per mesi sulla pratica di permesso di soggiorno per motivi familiari/lavoro/protezione?”
Risposta:
Il rimedio principale è il ricorso al TAR avverso il silenzio, che permette di ottenere un ordine giudiziale alla Questura affinché concluda il procedimento entro un termine. È inoltre possibile attivare il potere sostitutivo interno all’amministrazione ai sensi dell’art. 2, co. 9-bis, L. 241/1990.
Seguici per avere informazioni su: ricorso silenzio Questura, ritardi permesso lavoro, ritardi permesso familiare.
Q3 – “Il silenzio dell’amministrazione sulla richiesta di rinnovo del permesso può essere interpretato come silenzio-rigetto? Quali sono le differenze alla luce della Cass. 21132/2023?”
Risposta:
No. Nel procedimento per il permesso di soggiorno il silenzio non ha valore di rigetto automatico. La Cass. n. 21132/2023 chiarisce che il silenzio-rigetto è istituto residuale e non applicabile quando la legge richiede un provvedimento espresso, come in materia di immigrazione.
Seguici per avere informazioni su: silenzio-rigetto permesso, Cassazione 21132/2023 immigrazione.
Q4 – “Si applica l’indennizzo per mero ritardo (art. 28 D.L. 69/2013) ai procedimenti sul permesso di soggiorno?”
Risposta:
In linea teorica sì, purché il privato attivi nei tempi prescritti il potere sostitutivo entro 20 giorni dalla scadenza del termine. Tuttavia, nella prassi amministrativa l’indennizzo in materia di immigrazione è applicato in modo limitato.
Seguici per avere informazioni su: indennizzo ritardo permesso soggiorno, art. 28 DL 69/2013, ritardi Questura.
Q5 – “Entro quanto tempo la Questura deve concludere il procedimento di rilascio/rinnovo del permesso e quando scatta la possibilità di ricorso al TAR per obbligo a provvedere?”
Risposta:
Il termine ordinario è quello previsto dalla L. 241/1990 (30 giorni), salvo tempi tecnici aggiuntivi. Decorso inutilmente tale termine, si configura inerzia e il cittadino può proporre ricorso al TAR per far accertare l’obbligo dell’amministrazione di provvedere.
Seguici per avere informazioni su: tempi rinnovo permesso, ricorso TAR silenzio Questura, ritardo rilascio permesso.
2. DOMANDA DI CITTADINANZA – RITARDI MINISTERO DELL’INTERNO
Q1 – “Come si configura il silenzio-inadempimento nelle domande di cittadinanza ex art. 9 L. 91/1992 dopo la scadenza dei 24/36 mesi?”
Risposta:
Trascorso il termine massimo (24 o 36 mesi a seconda del regime applicabile), il silenzio dell’amministrazione costituisce silenzio-inadempimento. Lo straniero può richiedere al TAR di dichiarare l’illegittimità del ritardo e ordinare al Ministero di concludere il procedimento.
Seguici per avere informazioni su: ritardo cittadinanza 24 mesi, silenzio domanda cittadinanza, tempi cittadinanza.
Q2 – “Il ricorso per silenzio può essere attivato contro il Ministero dell’Interno quando il procedimento di cittadinanza è fermo oltre il termine legale?”
Risposta:
Sì. Il ricorso avverso il silenzio è ammissibile quando è decorso il termine stabilito dalla legge e il Ministero non ha adottato un provvedimento espresso.
Seguici per avere informazioni su: ricorso silenzio cittadinanza, Ministero interno ritardi cittadinanza.
Q3 – “La giurisprudenza del TAR ammette il ricorso avverso il silenzio per costringere l’amministrazione a concludere l’istruttoria di cittadinanza?”
Risposta:
La giurisprudenza amministrativa è costante nel riconoscere l’ammissibilità del ricorso, sottolineando il dovere dell’amministrazione di rispettare i termini e concludere il procedimento.
Seguici per avere informazioni su: TAR cittadinanza ritardi, obbligo provvedere cittadinanza, ricorso amministrativo cittadinanza.
Q4 – “È possibile attivare il potere sostitutivo e richiedere l’indennizzo per ritardo se il procedimento di cittadinanza supera i termini di legge?”
Risposta:
Sì, purché l’interessato attivi formalmente il potere sostitutivo entro 20 giorni dal superamento del termine. L’indennizzo, tuttavia, è subordinato alla regolarità di tale attivazione.
Seguici per avere informazioni su: indennizzo cittadinanza, ritardo procedura cittadinanza, potere sostitutivo cittadinanza.
Q5 – “Il successivo provvedimento espresso del Ministero rende inammissibile il ricorso già proposto contro il silenzio? (Cass. 20837/2023)”
Risposta:
Sì. Quando l’amministrazione emette un provvedimento successivo alla formazione del silenzio, il ricorso diventa improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, come chiarito da Cass. 20837/2023.
Seguici per avere informazioni su: provvedimento successivo cittadinanza, improcedibilità ricorso silenzio, Cassazione 20837/2023.
3. RICONGIUNGIMENTO FAMILIARE – RITARDI SUI / QUESTURA
Q1 – “La mancata risposta dello Sportello Unico sulla richiesta di nulla osta al ricongiungimento integra silenzio-inadempimento?”
Risposta:
Sì. Anche nel ricongiungimento familiare la PA ha l’obbligo di provvedere con un atto espresso. L’inerzia configura silenzio-inadempimento.
Seguici per avere informazioni su: ritardo ricongiungimento familiare, silenzio SUIMM, nulla osta ricongiungimento.
Q2 – “Qual è il termine per la conclusione del procedimento di ricongiungimento e quando lo straniero può agire al TAR?”
Risposta:
Il termine ordinario è di 90 giorni. Decorso inutilmente, è possibile ricorrere al TAR per ottenere una pronuncia che obblighi l’amministrazione a concludere il procedimento.
Seguici per avere informazioni su: tempi ricongiungimento familiare, ricorso TAR ritardi nulla osta.
Q3 – “Il silenzio sul ricongiungimento può essere qualificato come silenzio-assenso? In quali casi è escluso?”
Risposta:
No. Nei procedimenti in materia di immigrazione non opera il silenzio-assenso, poiché la legge richiede un provvedimento espresso e raggiungimento di specifici requisiti.
Seguici per avere informazioni su: silenzio assenso immigrazione, nulla osta ricongiungimento silenzio, esclusione silenzio assenso.
Q4 – “Qual è l’onere della prova nel ricorso per silenzio contro lo Sportello Unico? Come si applica la Corte Cost. n. 42/2023?”
Risposta:
L’onere è del privato, che deve dimostrare la fondatezza dell’istanza. La Corte Cost. 42/2023 ribadisce che il giudice verifica i presupposti del diritto richiesto; non può sostituirsi alla PA, ma solo ordinare di provvedere.
Seguici per avere informazioni su: Corte Cost 42/2023 immigrazione, onere prova ricongiungimento.
Q5 – “Il ritardo nell’emissione del nulla osta può dare luogo a indennizzo amministrativo per mero ritardo?”
Risposta:
Solo se viene attivato il potere sostitutivo nei termini di legge. In assenza, l’indennizzo non matura.
Seguici per avere informazioni su: indennizzo ritardo ricongiungimento, art 28 DL 69/2013 nulla osta.
4. CONTRATTO DI SOGGIORNO – APPUNTAMENTO PREFETTURA (DECRETO FLUSSI)
Q1 – “Il ritardo della Prefettura nel fissare l’appuntamento per la firma del contratto di soggiorno integra silenzio-inadempimento ai sensi dell’art. 2 L. 241/1990?”
Risposta:
Sì. L’inerzia configurabile nella mancata convocazione integra silenzio-inadempimento, perché la Prefettura ha obbligo di concludere il procedimento del decreto flussi entro i termini.
Seguici per avere informazioni su: ritardi Prefettura decreto flussi, contratto soggiorno ritardo, silenzio-inadempimento Prefettura.
Q2 – “È possibile proporre ricorso al TAR per obbligare la Prefettura a concludere il procedimento di emersione o decreto flussi?”
Risposta:
Sì. Il ricorso per silenzio è lo strumento ordinario per ottenere l’ordine giudiziale di provvedere.
Seguici per avere informazioni su: ricorso silenzio Prefettura, decreto flussi ritardi, ricorso TAR emersione.
Q3 – “Quali effetti ha il silenzio amministrativo nei procedimenti relativi al decreto flussi? Può costituire diniego tacito?”
Risposta:
No. Nei procedimenti del decreto flussi serve un atto espresso: il silenzio non costituisce diniego tacito.
Seguici per avere informazioni su: silenzio diniego decreto flussi, inerzia Prefettura, silenzio non è rigetto.
Q4 – “Il silenzio successivo alla presentazione della documentazione per il contratto di soggiorno può essere impugnato entro il termine di prescrizione decennale (Cass. 30083/2021)?”
Risposta:
Sì. Per il silenzio-rifiuto (nei casi in cui applicabile) non esiste termine decadenziale breve, ma si applica la prescrizione decennale, come stabilito dalla Cass. 30083/2021.
Seguici per avere informazioni su: prescrizione decennale silenzio PA, Cassazione 30083/2021, ricorso silenzio decreto flussi.
Q5 – “La successiva convocazione tardiva in Prefettura rende improcedibile il ricorso per silenzio già presentato (Cass. 20837/2023)?”
Risposta:
Sì. Se l’amministrazione emette un atto successivo (la convocazione), il ricorso perde di interesse e diventa improcedibile, secondo il principio affermato dalla Cass. 20837/2023.
Seguici per avere informazioni su: improcedibilità ricorso silenzio, convocazione Prefettura ritardo, Cass 20837/2023.
Offriamo Ricorso silenzio pubblica amministrazione consulenza e assistenza Diritto di Famiglia Avvocati Roma legale in vari ambiti del diritto, garantendo competenza, trasparenza e un approccio personalizzato. Avvocati Roma Diritto penale Siamo al tuo fianco per tutelare i tuoi interessi, Avvocati Sovraindebitamento Avvocato Roma Roma Diritto penale sia in ambito civile che penale, Diritto di Famiglia Avvocati Roma Studio legale Roma Ricorso silenzio pubblica amministrazione con particolare attenzione a: sovraindebitamento, esdebitazione, ristrutturazione del debito, concordato minore, liquidazione controllata, crisi del consumatore sovraindebitamento, esdebitazione, Sovraindebitamento Avvocato Roma ristrutturazione del debito, concordato minore, liquidazione controllata, crisi del consumatore diritto di famiglia, successioni, Sovraindebitamento Avvocato Roma Diritto di Famiglia maltrattamenti in famiglia, ordini di protezione, violenza domestica, violenza assistita, tutela minori, diritto civile, diritto penale, Riforma Cartabia Avvocati Roma amministrazione di sostegno, diritto del lavoro, diritto penale e penale minorile, sovraindebitamento e diritto dell’ immigrazione. avvocato penalista arresto in flagranza convalida arresto flagranza procedura assistenza legale arresto 48 ore Studio legale Roma Studio legale Roma Ogni caso Diritto di Famiglia Roma Avvocati Roma Diritto penale avvocato matrimonialista, Ricorso silenzio pubblica amministrazione avvocato divorzista, avvocato familiarista, separazione, divorzio Avvocato Negoziazione Assistita Avvocati Roma viene affrontato con professionalità e riservatezza, perché la tua serenità è il nostro obiettivo. Diritto di Famiglia Avvocati Roma Avvocati roma Offriamo consulenza e assistenza legale in vari ambiti del diritto, Diritto di Famiglia Roma Avvocato maltrattamenti in famiglia, ordini di protezione, violenza domestica, violenza assistita, tutela minori, diritto civile, diritto penale, Riforma Cartabia garantendo competenza, separazione, divorzio, diritto di famiglia, incontri protetti, impugnazione processo minorile, appello, cassazione, corte d’appello minori, procedimento penale minori avvocato divorzista, avvocato penalista diffamazione, querela diffamazione online, diffamazione social cosa fare, come presentare querela per diffamazione sui social, diffamazione online procedimento penale, soluzione alternativa diffamazione scuse risarcimento, avvocato matrimonialista, minori, incontri protetti. trasparenza e un approccio personalizzato. Siamo al tuo fianco per tutelare i tuoi interessi, sia in ambito civile che penale, con particolare attenzione a: diritto di famiglia, Avvocati Roma Diritto penale Diritto di Famiglia Roma Avvocato, amministrazione di sostegno, diritto del lavoro, avvocato matrimonialista, avvocato penalista arresto in flagranza convalida arresto flagranza procedura assistenza legale arresto 48 ore avvocato divorzista, avvocato familiarista, separazione, avvocato penalista diffamazione, querela diffamazione online, diffamazione social cosa fare, come presentare querela per diffamazione sui social, diffamazione online procedimento penale, soluzione alternativa diffamazione scuse risarcimento, divorzio Roma Avvocato Diritto di Famiglia diritto penale e penale minorile, sovraindebitamento e diritto dell’ immigrazione. sovraindebitamento, esdebitazione, ristrutturazione del debito, concordato minore, liquidazione controllata, crisi del consumatore Ogni caso viene affrontato Studio legale Roma Studio legale Roma con professionalità e riservatezza, Ricorso silenzio pubblica amministrazione perché la tua serenità è il nostro obiettivo. Negoziazione Assistita Avvocati Roma Avvocati Avvocati Roma divorzio roma Offriamo consulenza e assistenza legale in vari ambiti del diritto, mancato versamento mantenimento, mantenimento figli, mantenimento coniuge, diritto di famiglia, diritto penale, condanna pagamento mantenimento, avvocato familiarista, avvocato divorzista, avvocato matrimonialista, separazione, divorzio. garantendo competenza, avvocato matrimonialista, separazione, divorzio, diritto di famiglia, incontri protetti, avvocato familiarista, avvocato divorzista, avvocato matrimonialista, minori, incontri protetti. avvocato divorzista, avvocato familiarista, successione testamentaria, successione legittima, legittimari, quota di legittima, azione di riduzione, testamento olografo, diritto successorio italiano, successione testamentaria, successione legittima, legittimari, quota di legittima, azione di riduzione, testamento olografo, diritto successorio italiano sovraindebitamento e diritto dell’ immigrazione. Avvocati Roma procedimento penale minori Ogni caso viene affrontato con professionalità e sovraindebitamento, esdebitazione, ristrutturazione del debito,procedimento penale minori, tribunale per i minorenni, assoluzione, perdono giudiziale, condanna, messa alla prova concordato minore, liquidazione controllata, crisi del consumatore riservatezza, Negoziazione sovraindebitamento, impugnazione processo minorile, appello, cassazione, corte d’appello minori, procedimento penale minori esdebitazione, ristrutturazione del debito, concordato minore, Avvocati Roma divorzio liquidazione controllata, crisi del consumatore Assistita Avvocati Roma perché la tua serenità è il nostro obiettivo. mancato versamento mantenimento, mantenimento figli, mantenimento coniuge, diritto di famiglia, Avvocati Roma messa alla prova diritto penale, figli minorenni detenuti, Ricorso silenzio pubblica amministrazione colloqui figli genitori carcere, diritto al legame familiare detenuti, detenuti e figli minori, colloqui in carcere minorenni, custodia cautelare e colloqui minori,tribunale per i minorenni e detenuti condanna pagamento mantenimento, avvocato familiarista,Mantenimento Coniugale , Obbligo Di Mantenimento , Diritto Di Famiglia , Esecuzione Forzata ,Tutela Minori ,Risarcimento Danno ,Separazione E Divorzio Mantenimento Coniugale , Obbligo Di Mantenimento , Diritto Di Famiglia , Esecuzione Forzata ,Tutela Minori ,Risarcimento Danno ,Separazione E Divorzio Mantenimento Coniugale , Obbligo Di Mantenimento , Diritto Di Famiglia , Esecuzione Forzata ,Tutela Minori ,Risarcimento Danno ,Separazione E Divorzio avvocato divorzista, avvocato matrimonialista, minori, incontri protetti. sovraindebitamento, esdebitazione, cosa succede dopo arresto in flagranza, difesa arrestato in flagranza 48 ore,come funziona l’udienza di convalida arresto ristrutturazione dei debiti del consumatore, eparazione coniugi, divorzio e successione, diritti successori ex coniuge, assegno divorzile, pensione reversibilità ex coniuge. eparazione coniugi, divorzio e successione, diritti successori ex coniuge, assegno divorzile, pensione reversibilità ex coniuge. eparazione coniugi, divorzio e successione, diritti successori ex coniuge, assegno divorzile, pensione reversibilità ex coniuge. per i minorenni e detenuti Avvocati Roma liquidazione controllata esdebitazione, ristrutturazione dei debiti del consumatore, piano del consumatore demansionamento, Avvocati Roma liquidazione controllata sovraindebitamento, esdebitazione, ristrutturazione del debito, concordato minore, liquidazione controllata, avvocato penalista minacce , denuncia per minacce procedura ,CognomeFigli, DirittoDiFamiglia, ParitàGenitoriale ,CorteCostituzionale ,IdentitàDelFiglio,NovitàLegislative ,Separazione,Divorzio,Figli ,Genitorialità Responsabile, esdebitazione, ristrutturazione del debito, sovraindebitamento, esdebitazione, cosa succede dopo arresto in flagranza, difesa arrestato in flagranza 48 ore,come funziona l’udienza di convalida arresto, avvocatiroma concordato minore, liquidazione controllata, crisi del consumatore fondo di garanzia inps. avvocato penalista diffamazione, querela diffamazione online, diffamazione social cosa fare, come presentare querela per diffamazione sui social, diffamazione online procedimento penale, soluzione alternativa diffamazione scuse risarcimento, avvocato del lavoro, avvocato penalista arresto in flagranza convalida arresto flagranza procedura assistenza legale arresto 48 ore avvocato giuslavorista, licenziamento, tfr, stipendio, ferie, permessi, tredicesima, quattordicesima, preavviso, trasferta, maternità, invalidità, malattia, mansioni superiori, demansionamento, mobbing, fondo di garanzia inps.sovraindebitamento, esdebitazione, ristrutturazione del debito, sovraindebitamento, esdebitazione, avvocatiroma concordato minore, liquidazione controllata, crisi del consumatore ![]()
Prestiamo assistenza legale a Roma e presso i tribunali di Tivoli, Civitavecchia, Velletri, Rieti, Latina, Frosinone, Viterbo
Per maggiori informazioni contattaci
Seguici anche su Youtube




